Il codice 7bit di Lia-code: un linguaggio che libera
Scopri l'essenza del codice 7bit, il linguaggio artistico unico di Liala Polato. Un invito a esplorare l'arte che va oltre la superficie, toccando l'anima e costruendo bellezza insieme.

L'afflato ideativo di Liala Polato
Ciò che stupisce nei lavori di Liala Polato è il riconoscerla dentro ognuno di essi: non si possono infatti osservare le sue opere senza percepire il suo afflato ideativo, la sua ricerca di armonia e la sua potenza creativa. È come se la materia si facesse ancora più malleabile per seguire un’idea, sia che si tratti di un ricordo, che di un’immagine evocativa. Polato ha creato, per potersi esprimere al meglio, un linguaggio proprio, il Lia_Code codificato dal sistema binario, che le permette di andare oltre ciò che la superficie racchiude, fino a giungere a dimensioni altre, che liberano dalla bidimensionalità imposta dal supporto; la conseguenza è che il riguardante può trovarsi dentro l’opera, esserne parte, con la piena consapevolezza di aver contribuito alla costruzione della bellezza.

L'arte tattile che coinvolge: segno, colore e materia
L’incontro tra segno, colore e materia plasmata definisce le opere di Liala Polato, costruite con coreografie dai rimandi geometrici, in un unico fluire cromatico. L’artista realizza opere che dal bidimensionale tendono alla tridimensionalità in una progressiva crescita ed evoluzione: per le sue composizioni sceglie di utilizzare materiali tattili e naturali quali legno, fili, tessuti, ciottoli e su questi stende il colore alternando spessori e densità, creando un crescendo ritmico declinato in campiture ampie e di consistenza quasi plastica, a cui fanno da contrappunto dialettico sottili guizzi di pigmento. I vuoti sembrano prevalere sui pieni grazie a un efficace processo di rielaborazione e sintesi messo in atto dall’artista. Questi lavori, frutto di una solida abilità tecnica e di una profonda sensibilità nell’estrapolare e rimodellare elementi del reale, permettono una lettura colta, intessuta di gioia di vivere, che accompagna l’osservatore in un viaggio tra le pieghe dell’inconscio.

Un viaggio emozionale tra simboli e materia
Liala Polato passa attraverso foreste di simboli e ricambia gli sguardi, con fierezza e consapevolezza, nella convinzione che questo sia il compito dell’artista. La radice etimologica più antica di questa parola, infatti, è "ar", che significava andare, mettere in moto. Lei fa proprio questo: va, cerca, e mette in moto, suscitando in chi ha la ventura di incontrarla nelle sue opere una congerie di sentimenti che smuovono l’animo nel profondo, nella consapevolezza di aver toccato con mano la bellezza.
Un'atmosfera di profonda ispirazione
In Polato non un istintivo ed irrazionale moto interiore si impone ad originare il flusso creativo. Sembra, piuttosto, procedere una predisposizione progettuale e concettuale, volta alla traduzione analogica del reale, del quale cogliere i nessi mimetici e, soprattutto, i rimandi semantici: per restituirli in un risultato conclusivo di pregevole impatto comunicativo. Una codificazione questa che, attraverso la ponderata scelta di differenti tinte e materiali, reinterpreta il soggetto anche con affascinanti angolazioni spaziali in chiave di strutturale contrapposizione linguistica. Figure architettoniche, in effetti, paiono muoversi (e scontrarsi) di vita autonoma e, per chi vi si accosta, sembrano assumersi il lascito testamentario di un messaggio interiore, primo e superiore: la lotta dell’uomo verso la libera realizzazione del sé.